Diventare grandi

cb e snoopy guardano stelleE’ da qualche tempo che volevo scrivere questo post, che avevo lasciato tra i titoli in bozza. Mi ritrovo a scriverlo in un momento particolarmente significativo, visto il periodo e i due post precedenti.

Probabilmente sono stata fortunata finora: le persone a me più care e vicine sono vive e vegete e molto attive, anche le più anziane, come i miei genitori.
I primi nonni li ho persi da bambina, probabilmente poco consapevole. Gli altri due sono mancati quando ero poco più che adolescente e credo ai tempi di averlo considerato il normale andamento della vita.
In questi anni sono purtroppo andata a diversi funerali di genitori di amici e colleghi, e non posso dimenticare le morti improvvise di due bambini, S. e C., morti bianche che lasciano un segno, difficili da accettare.
Poi sono venuti a mancare alcuni amici dei miei genitori, persone che conoscevo da bambina, che avevo chiamato zii. E ora, persone sempre più vicine…

E così spesso in questo periodo mi immagino come se mi trovassi in un punto, con tanti paletti attorno e i paletti più lontani sono caduti, ma quelli più vicini sono stati fino a poco tempo fa saldamente in piedi. Solo che ora la cerchia di paletti in piedi si fa più stretta, i paletti che cadono sono sempre più vicini. E’ come se nella rete di protezione attorno a me si creassero degli spazi sempre più grandi.
Devo iniziare ad abituarmi all’idea di non essere più tanto giovane… E se io non sono giovane, molte delle persone più care stanno davvero invecchiando e tra qualche anno non ci saranno più.
Qualche tempo fa scrissi ad un amico che aveva perso il padre, che mi immaginavo la morte di un genitore come la tappa decisiva della vita adulta. Se finché i grandi sono in vita noi possiamo essere sempre i loro bambini, quando loro non ci sono più noi non abbiamo più scuse, siamo noi gli adulti.
Certo, sono tutti pensieri cosi. Domani potrei essere investita da un’auto e andarmene prima di chiunque altro.
Il fatto è che la morte finora mi è sempre sembrata lontana, qualcosa che non mi riguardava, mentre ora si avvicina, inizia a pretendere la sua parte. Non la si può più ignorare. Ma non penso sarà mai possibile arrivare preparati.

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Un altro saluto…

WP_20141228_019Oggi e’ mancato lo zio C., il fratellino di mio padre: il più giovane, il più bello, il più simpatico.
Il primo dei fratelli ad andarsene, a parte purtroppo il giovanissimo L., scomparso prematuramente prima che lui nascesse.
La sua voce mi risuona ancora nelle orecchie, il suo bel modo simpatico di parlare, sotto i suoi baffi. Continua a leggere

Ciao Zia M.C.

sempioneAlla fine ci hai lasciati.
Sapevamo ormai da tempo che il momento si stava avvicinando sempre di più, e sempre più rapidamente.

E, lo ammetto, l’ultima volta che ti ho vista, per quanto tu fossi ancora in piedi e in partenza per la tua ultima settimana al mare con tua sorella, ho fatto fatica a interagire con te. Vederti così fragile, più che magra che mai, non riuscivo ad accettarlo. Continua a leggere

Sliding doors

ImmagineQualche tempo fa i miei figli mi illustravano una teoria su come i fatti della vita possono cambiare, a seconda se si sceglie un percorso o l’altro… il loro esempio era quello di un bruco, che decideva di attraversare una mela… e trovare dall’altra parte un insetto che lo mangiava, oppure di circumnavigarla… e a quel punto l’insetto era volato via e il bruco non veniva mangiato (ora che ci penso… il tempo di attraversamento di una mela, con tutta la polpa da mangiare… non è detto che sia più rapido della circumnavigazione, ma non è questo il punto ormai).

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Passaggi di età’

 F. mio figlio grande ,  in spiaggia oggi mi prendeva in giro lamentandosi del fatto che non sono più “nutriente”… “Nutritiva”… .??? Va beh… Che non ho sempre il cibo a portato di mano in ogni momento, come una volta.

“Poverino”… Aveva “solo” fatto merenda a base di torta al cioccolato prima di scendere in spiaggia e mancava il mio “riempi buco allo stomaco” prima di cena. (A scanso di equivoci, i miei figli sono magrissimi!). Continua a leggere

Una casa tutta mia…

indexDa un anno ormai ho una casa tutta mia. E’ uno dei prodotti più evidenti, e costosi, degli accadimenti dell’anno nero 2013.

La casa dove viviamo è di P., lui, quando sembrava dovessimo separarci, ne aveva presa una in affitto dove non è mai andato a stare. L’idea ai tempi era stata di dare a me la possibilità di cercarmi una casa definitiva con calma.

Così, quando le acque si sono calmate, i miei genitori si sono resi disponibili ad aiutarmi a prendere comunque qualcosa per me, anche se non c’erano più trasferimenti in vista.

Qualcosa di più piccolo, meno impegnativo economicamente, ma comunque nella nostra zona, in modo da poter gestire comodamente un affitto. Continua a leggere

I tre mesi sono passati…

imagesE anche J., la mia “ex inquilina americana”, è in partenza.

Lo so, manca qualche puntata… c’è in bozza un post dedicato a “una casa tutta mia” che non ho ancora terminato e pubblicato…

Fatto sta che ho una casetta tutta mia, che da un anno affitto per brevissimi periodi, a turisti o a persone che vengono per lavoro. E alla fine dell’anno scorso, la giovane americana J. mi aveva scritto per poter prenotare l’appartamento per un mese. Il soggiorno a Milano sarebbe durato tre mesi ma aveva deciso, anche perchè per più di un mese non glielo avrei affittato, di provare tre appartamenti diversi. Il mio sarebbe stato il primo. Continua a leggere